Mattis sull'Iran

Mondo

di Andrew Spannaus

Il segretario alla Difesa Usa James Mattis ha rilasciato una lunga intervista a un ragazzo di una scuola superiore vicino a Seattle, parlando dell'istruzione, dei suoi suggerimenti ai giovani di impegnarsi per aiutare gli altri, e numerosi altri temi. In termini di politica estera, Mattis ha parlato tanto dell'Iran, esprimendo in modo chiaro la linea dura promossa da alcuni dei militari all'interno dell'Amministrazione Trump.
Nel discutere temi legati alla Repubblica islamica, il segretario non ha mai menzionato l'accordo nucleare raggiunto appena due anni fa, ma ha toccato tutti i punti più cari a chi considera l'Iran l'influenza peggiore nel Medio Oriente, e la fonte principale di destabilizzazione e di terrore. L'unico riferimento alla diplomazia è stato a  Hillary Clinton, che ha seguito il metodo delle sanzioni "per costringerli a trattare". Chi ha seguito i negoziati sul tema nucleare, sa che Clinton non aveva intenzione di andare fino in fondo, ma pensava di utilizzare il fallimento del tentativo di raggiungere un accordo come la scusa per una linea più dura. Dichiarandosi dalla parte di Clinton, Mattis ha affermato che purtroppo Obama non ha avuto sempre i consiglieri migliori, o non ha ascoltato Clinton quando era segretario di Stato. Per l'ex generale dei Marines dopo i primi anni l'Amministrazione Obama è peggiorata, soprattutto dal punto di vista degli arabi (Arabia Saudita e alleati) e degli israeliani, che hanno posizioni a cui Mattis si sente vicino.
Il segretario alla Difesa è stato attento a dire che non ha niente contro il popolo iraniano, ma che il problema è il regime. Ha riconosciuto però il rischio che una linea dura dall'esterno possa portare a risultati contrari a quelli sperati, spingendo il popolo ad unirsi al regime quando percepisce un attacco agli interessi del paese.
 
Per quanto riguarda l'accordo nucleare, comunque tenuto in piedi dall'Amministrazione Trump finora, aumentano le preoccupazioni in merito alla violazione dello stesso da parte degli Usa. I rappresentanti della National Iranian American Council - grandi sostenitori dell'intesa - fanno notare che mentre la Casa Bianca intende certificare formalmente il rispetto dell'accordo da parte dell'Iran, il presidente Trump continua ad incoraggiare altri paesi ad interrompere gli affari con l'Iran; una chiara violazione dell'accordo laddove obbliga gli Usa ad "astenersi da qualsiasi politica intesa specificamente ad influenzare direttamente e sfavorevolmente la normalizzazione dei rapporti commerciali ed economici con l'Iran…"

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